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The Black Bag e Justmary, insieme per un mondo migliore

Cos'hanno in comune queste due realtà? Molto più di quanto si possa pensare: sono entrambe due entità giovani e in forte crescita che hanno l'obbiettivo di migliorare la vita delle persone e il pianeta per un futuro green. The Black Bag, grazie agli eventi organizzati e allo sforzo dei suoi volontari, ad oggi ha raccolto e differenziato oltre 7,5 tonnellate di rifiuti e ha abbattutto decine di tonnellate di Co2. L'azione volontaria correttiva è fondamentale per sensibilizzare la popolazione rispetto al cambiamento climatico in atto nel nostro paese.

Per questo JustMary, primo delivery italiano di cannabis legale, grazie anche alla mediazione della start-up Cents Donations, ha deciso di destinare l'1% del fatturato generato dal suo eCommerce a The Black Bag. Inoltre, i clienti di Just Mary potranno decidere se unirsi alla causa. Avranno infatti la possibilità di donare 1€ per ogni ordine effettuato sul sito. Queste donazioni permetteranno all'associazione di agire in maniera più incisiva sul territorio e di investire in nuove iniziative per salvaguardare il nostro mare, vittima di plastica, scarichi inquinanti e navigazione intensiva.

"Siamo molto contenti di lavorare con Just Mary, perché è una realtà giovane che ha già dimostrato in più modi il suo impegno nei confronti dell'ambiente, adottando packaging riciclati e compensando le emissioni di Co2 della propria flotta di rider grazie alla piantumazione di alberi tramite Treedom. Inoltre, il prodotto cannabis in sé è un potenziale elemento regolatore del cambiamento climatico”, il commento di The Black Bag.

I benefici della canapa, infatti, non sono solamente legati a disturbi di emicrania, insonnia o a terapie invasive quali la chemioterapia, ma la canapa fa bene anche a chi non la assume: uno studio dell'Università Cambridge ha recentemente svelato che la coltivazione di canapa assorbe dalle 8 alle 15 tonnellate di CO2 per ettaro quadrato, una zona forestale delle stesse dimissioni ne assorbe solo dalle 2 alle 6 tonnellate (dati annuali).


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JustMary.fun 
JustMary.fun è un'azienda con sede a Milano che offre un servizio di consegna di prodotti a base di marijuana light completamente anonimo. Tutti i prodotti offerti dall'azienda vengono consegnati da fattorini "in borghese" per proteggere la privacy dei clienti, e arrivano a casa nell'arco di 60 minuti. Soprannominata la 'Just-Eat della cannabis', l’azienda è nata nel 2018. Grazie ad un vero e proprio boom degli ordini registrato in concomitanza con la pandemia del Covid-19 e relativi lockdown e restrizioni si è espansa da Milano a Firenze, Catania, Torino, Monza, Roma e Napoli. JustMary ha chiuso il 2021 con più di un milione di euro di ricavi e un totale di 25mila clienti registrati e attivi sulla piattaforma. Con le nuove aperture nazionali e internazionali si punta a oltrepassare i 3 milioni di fatturato guardando ad altre città per accelerare ulteriormente la crescita. Justmary, per abbattere la Co2 prodotta dalle consegne è partner di Treedom, l’unica piattaforma web al mondo che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online.
Moda e lifestyle Natura e ambiente

Fare l’orto contro il caro bollette: ecco come risparmiare coltivando

L'orto è un hobby che viene fatto soprattutto per passione, ma in questi tempi di crisi potrebbe anche tornare a essere un modo per risparmiare. come è sempre stato per i nostri nonni. Possiamo decidere di coltivare per combattere il caro bollette e l'inflazione che stiamo vedendo salire negli ultimi mesi.

L'autoproduzione di beni di prima necessità come frutta e verdura è alla portata di chiunque abbia a disposizione un pezzo di terra.

Ma con l'orto si risparmia veramente?

Secondo Matteo Cereda, autore di Orto Da Coltivare (il maggior sito web italiano dedicato all'orticoltura) risparmiare è possibile, a patto di organizzare bene la coltivazione.

"Serve un orto di almeno 50 metri quadri, con uno spazio più piccolo si finisce per non ammortizzare le piccole spese necessarie per attrezzi e prodotti. Il risparmio si può ottenerlo, considerando che i prodotti dell'orto vanno paragonati alla verdura biologica di qualità e non alla produzione dell'agricoltura intensiva di primo prezzo." 

Bisogna mettere in conto un po' di lavoro, un proverbio dice che "l'orto vuole l'uomo morto", per questo è bene dedicarsi a coltivare solo se c'è passione nel farlo. Sarebbe riduttivo considerare l'orto solo per un fattore economico: la soddisfazione di raccogliere la propria verdura, il fatto di portare in tavola ortaggi appena colti e totalmente naturali sono cose che non hanno prezzo. Tuttavia in questo periodo di crisi è bene comunque avere l'occhio anche al portafoglio.

Se vogliamo fare l'orto senza spese dobbiamo ci sono una serie di accortezze da avere. Matteo Cereda fornisce una serie di 10 consigli concreti su come risparmiare di più nell'orto.

Si comincia dal semenzaio: le piantine sono una spesa consistente, mentre le bustine di semi costano poco e si possono anche conservare da un anno all'altro. Ci sono poi tante altre piccole cose dove si può scegliere l'autoproduzione invece dell'acquisto. In questo modo l'orto diventa un sistema di economia circolare, che evita sprechi e acquisti inutili. Ad esempio conviene farsi il compost come fertilizzante e preparare macerati naturali fai da te per allontanare insetti. 

Se coltivando un pezzo di terra possiamo risparmiare, diventa invece decisamente più difficile ottenere un risparmio coltivando sul balcone. Dove lo spazio è poco conviene concentrarsi sulle erbe aromatiche, che si usano in piccola quantità per cui anche la piccola produzione di un terrazzo diventa interessante.

Quando si deve iniziare a coltivare per fare un buon orto?

"Conviene cominciare adesso a preparare il terreno, in autunno", spiega sempre Matteo Cereda: "in modo da ottenere un suolo perfetto per le semine e i trapianti primaverili. Da subito possiamo piantare cipolle, aglio, scalogno, fave e piselli. Con attenzione al gelo si può mettere anche qualche insalata invernale, magari proteggendola sotto un telo. Le vere soddisfazioni arriveranno però poi l'anno prossimo con la bella stagione."
Natura e ambiente

Crescere, giocare e conoscere tutte le meraviglie della natura con Play Eco+.

Il gioco può essere un importante motore dell’apprendimento per i più piccini, i quali potranno non solo consolidare le abilità necessarie allo sviluppo ma anche imparare valori come la solidarietà, l’inclusione e il rispetto per il mondo che li ospita. Potranno apprezzare il valore di ciò che hanno e osservare il mondo con creatività, spiegato con la semplicità di un gioco sostenibile.  Jumbo Peggy Evo di PlayEco+ è il nuovo gioco realizzato in plastica riciclata e dedicato ai più piccolini di Quercetti.  Una grande base forata sulla quale sovrapporre tre schede illustrate double-face e incastrare 40 chiodoni Jumbo. I chiodoni, dai colori pastello, possono essere utilizzati sia per completare i simpatici mosaici che per costruire altissime torri, impilandoli uno sull’altro.  Jumbo Peggy Evo assicura un divertimento prolungato, favorisce la concentrazione e insegna ai bambini l’importanza di dare agli oggetti una seconda opportunità.
Natura e ambiente Scienza e tecnologia Startup e innovazione

Ritorna InspirON, l’evento online di Protolabs sul design di prodotti più sostenibili

Protolabs ospiterà il suo evento online di condivisione delle conoscenze focalizzato sugli aspetti che gli ingegneri, i progettisti e i designer devono considerare quando sviluppano prodotti sostenibili destinati alla produzione. 

L'evento si terrà il 4 e 5 ottobre. L'evento consiste in una serie di presentazioni e tavole rotonde che coprono esaustivamente una vasta gamma di argomenti incentrati sulla sostenibilità. 

L'obiettivo è quello di preparare gli ingegneri progettisti alla rapida evoluzione dell'agenda verde, guidata sia dalla legislazione che dalla domanda dei clienti. Secondo Protolabs, un produttore che vorrà rispondere a tali esigenze di sostenibilità, dovrà concentrarsi sulla progettazione, fase cruciale nello sviluppo di un nuovo prodotto. I dati del settore forniti dall'EU Science Hub affermano che, secondo le stime, l'80% di tutti gli impatti ambientali legati ai prodotti viene determinato durante la fase di progettazione, rafforzando l'importanza della progettazione nella sostenibilità del prodotto durante tutto il ciclo di vita.

Nicky Davies, direttore dei programmi di marketing e delle operazioni EMEA di Protolabs, ha affermato: "Per molte aziende questo adattamento rappresenta un significativo cambiamento di mentalità. Mentre la riduzione dei costi e, in alcuni casi, l'obsolescenza o la sostituzione programmata facevano parte del modello di business, questo non è più accettabile per molti clienti. Ma la buona notizia è che ci sono molte buone idee e innovazioni in corso. Riteniamo che gli esperti dell'industria e del mondo accademico possano essere riuniti per condividere la loro esperienza e il loro pensiero con gli altri. La serie InspirON di condivisione delle conoscenze online risponde a questa esigenza".

Matteo Carola, Country Manager per l’Italia di Protolabs, ha aggiunto: “Il successo dell’iniziativa dell’anno scorso ci fa credere che c’è un bisogno tangibile di informazioni pratiche su come progettare un prodotto sostenibile. Il nostro paese è in già in ottima posizione per quanto riguarda il design e sicuramente nel prossimo futuro saranno richiesti prodotti sempre più sostenibili. InspirON vuole essere il collante tra la sostenibilità e la progettazione di nuovi prodotti.”

L'evento InspirON si terrà il 4 e il 5 ottobre con registrazione gratuita. I partecipanti potranno ascoltare e porre domande al gruppo di relatori durante ogni evento. Quest'anno la serie coprirà argomenti che vanno dalla selezione di materiali sostenibili, al ruolo che giocheranno la produzione digitale e l'industria 4.0 e a come sviluppare e ottimizzare una supply chain sostenibile. 

Ogni presentazione e discussione sarà presieduta da Protolabs e riunirà esperti di fama mondiale provenienti dall'industria e dal mondo accademico.
Per saperne di più e registrarsi a InspirON visitare il sito https://events.hubilo.com/inspiron/register.
Food Natura e ambiente Sport Startup e innovazione

IL SASSUOLO CALCIO SCEGLIE AQUALY

Economia Circolare

La partnership fra Sassuolo calcio e Aqualy prevede l’effettivo riciclo degli imballaggi dopo il consumo, un progetto unico in serie A. I cartoni per bevande usati saranno, infatti, raccolti in appositi contenitori ubicati all’interno e all’esterno dello stadio durante gli eventi sportivi e tramite COMIECO, il consorzio per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in carta e cartone, saranno selezionati e inviati agli impianti della multinazionale cartaria del Gruppo LUCART dove le fibre di carta contenute nei cartoni per bevande saranno riciclate per diventare nuova carta, asciugamani e fazzoletti ecologici che potranno poi essere utilizzati anche negli impianti sportivi del Sassuolo Calcio, chiudendo così il ciclo del riciclo e riducendo ulteriormente gli impatti sull’ambiente.  

"Lo sport e il Calcio in particolare hanno una grande influenza nella societa' ma anche una grande responsabilità - dichiara Giovanni Carnevali AD Sassuolo Calcio - Per questo il Sassuolo Calcio ha gia' iniziato ad impegnarsi da tempo con progetti di carattere sociale come Generazione S e grazie alla consulenza del nostro “ Eco Partner” Ambiente e Salute società Benefits, partner di Legambiente impegnata nella diffusione di una cultura sostenibile nel mondo dello sport abbiamo dato vita insieme ad Aqualy a questo bellissimo progetto di economia circolare pensato nei minimi dettagli che ci permetterà anche di eliminare 300.000 bottiglie di plastica. Anche gli stessi giocatori diventeranno testimonials per la diffusione di buone pratiche comunicate nell'involucro di cartone personalizzato con la maglia neroverde del Sassuolo."  

“Sin dagli albori il nostro progetto ha trovato sempre un forte connubio con lo sport, crediamo sia la miglior rappresentazione di uno stile di vita sano e attento all’ambiente e quindi poter approdare nella massima serie di calcio attraverso una partnership con una società tra le più attente in termini di sostenibilità è per noi fonte di grande orgoglio - commenta Christian Creati CEO di Ly Company Itali - sostenibilità, riciclo, rispetto per l'ambiente e innovazione sono tra i valori che rendono le aziende uniche, siamo di fronte ad una nuova era e a nuove sfide, poter supportare una società come SASSUOLO CALCIO è una grande passo in avanti in questa direzione".   

Qualità e sicurezza protetta

Aqualy è un acqua leggera, ottima e povera di sodio. Il brick è la confezione che protegge al meglio la bontà dell'acqua. Ogni strato del packaging svolge infatti un ruolo specifico per una protezione ottimale della qualità proteggendo l’acqua dai raggi solari, dai batteri e dalle microplastiche. La totale assenza di contaminazioni, garantita da un innovativo processo tecnologico, e la customizzazione del packaging fanno di Aqualy un partner perfetto sia in termini di qualità che di comunicazione.

Economia e finanza Natura e ambiente

Matec ha firmato un accordo di partership tra l’attuale proprietà e il gruppo di private Equity IGI SGR

IGI Private Equity, con un coinvestimento da parte di fondi di Private Equity gestiti da Unigestion SA, ha rilevato la maggioranza di Matec Industries (Macchine Tecnologiche), azienda fondata nel 2004 dai due imprenditori, Matteo Goich e Massimo Bertolucci e attiva nella progettazione e realizzazione di impianti per la filtrazione delle acque reflue utilizzate nei processi industriali di diversi settori, quali quello minerario, degli inerti, delle costruzioni, del calcestruzzo, del marmo e granito, della ceramica, del vetro, della plastica e nel settore chimico e farmaceutico.

Negli anni Matec è cresciuta e oggi è un gruppo composto da 16 società, tra aziende produttive e commerciali, impiega circa 185 dipendenti, di cui circa 60 in produzione nello stabilimento di Massa, e può contare su una rete di circa 120 distributori e 150 agenti in giro per il mondo. Il Gruppo è uno dei principali operatori nel mondo degli impianti di filtrazione delle acque di processo industriale, con più di 4.000 installazioni in tutto il mondo e una quota di export superiore all’80%, grazie ad una presenza consolidata in quasi tutti i continenti, con filiali in USA e Brasile e uffici commerciali in India, Australia, UK, Francia, Turchia, Germania, Scandinavia, Marocco.

“IGI Private Equity ha investito in Matec per due ottime ragioni: in primo luogo perché la Società si pone da protagonista nell’applicazione di principi di sostenibilità e riutilizzo delle risorse naturali,  attraverso il il recupero ed il riuso di materiali di scarto ed il riciclaggio dell’acqua utilizzata nei processi industriali; in secondo luogo per l’ambizioso progetto di crescita e sviluppo condiviso con Matteo Goich e Massimo Bertolucci” dichiara Angelo Mastrandrea partner di IGI Private Equity e Presidente di Matec Industries.  "Dopo aver studiato il settore di riferimento, l’ingresso in Matec rappresenta la strada maestra per realizzare concretamente la nostra strategia di investimento sempre più attenta alla tutela dell’ambiente, alla sostenibilità e all’uso efficiente delle risorse naturali ma sempre coniugata con la ricerca di eccellenze industriali italiane desiderose di realizzare ambiziosi piani di crescita".

“Abbiamo scelto IGI per la professionalità, l’esperienza in questo tipo di operazioni su asset industriali nonché per l’approccio imprenditoriale dei suoi soci e del team nel suo complesso. La partnership che abbiamo realizzato si pone l’obiettivo di rafforzare la società da un punto di vista organizzativo e manageriale migliorandone al contempo i risultati economici e patrimoniali. L’impegno è quello di garantire al Gruppo un futuro sempre più globale, aumentando notorietà del brand e le proprie quote di mercato, ampliando la presenza geografica con l’apertura di nuove filiali e l’allargamento della rete di distribuzione” dichiara Matteo Goich.

“La prospettiva di un progetto ambizioso che puntasse ancora di più sul Made in Italy, sempre portato nel mondo con fierezza da Matec, ci ha coinvolti fin da subito. La presenza ed il supporto di IGI Private Equity permetterà al Gruppo di accellerare ancora di più il processo di industrializzazione, anche in ottica lean, aumentando efficienza, capacità produttiva, innovazione in termini di ricerca e sviluppo e soprattutto competitività” dichiara Massimo Bertolucci.

Il Gruppo ha chiuso l’esercizio 2021 con ricavi consolidati pari a circa 50 milioni di euro più che raddoppiati rispetto al 2020. A giugno 2022 Matec ha realizzato un fatturato aggregato di 31 milioni di euro, in crescita del 60% rispetto giugno 2021. Sulla scorta dei trend di sviluppo appena descritti, delle nuove opportunità commerciali prospettate ed del consolidamento economico e patrimoniale realizzato con questa operazione, il Gruppo Matec ha posto le basi per un ambizioso piano industriale che vedrà il superamento dei 60 milioni di euro di fatturato nel 2022 ed il raggiungimento del traguardo dei 100 milioni di euro nei prossimi anni. Questo importante traguardo sarà realizzato con il mantenimento della sede operativa di Massa e l’entrata a regime del nuovo sito produttivo nel comune di Mulazzo, sempre in provincia di Massa Carrara, di 20.000 mq. Questo importante sviluppo dell’assetto produttivo è fondamentale per realizzare le importanti commesse gia acquisite e da acquisire dai più importanti clienti internazionali. Nell’operazione la Società ed i venditori sono stati assistiti dal team di investment banking del Gruppo Azimut in qualità di financial advisor, dallo Studio Legale Craia per il supporto alla due diligence legale e per la contrattualistica, e dallo Studio Sacco & Partners per il supporto alla due diligence contabile e fiscale. Il fondo IGI Investimenti Sei gestito da IGI Private Equity è stato assistito da KPMG per la due diligence finanziaria, da Goetzpartners per la business due diligence, da Chiomenti Studio Legale per il supporto legale, per la due diligence legale e per la parte banking lato sponsor, da Molinari Agostinelli per gli aspetti tributari della struttura di acquisizione e della struttura finanziaria dell’operazione nonché per la due diligence fiscale, da Ramboll per la due diligence ambientale e da Prometeia per la due diligence ESG. Le banche finanziatrici del pool formato da BNL BNP Paribas S.p.A., BPER Banca S.p.A. tramite la propria direzione Corporate & Investment Banking, Intesa Sanpaolo S.p.A. e Crédit Agricole Italia S.p.A., sono state assistite da Simmons & Simmons.
Natura e ambiente Startup e innovazione

Evja e Idromeccanica Lucchini insieme per vincere la sfida del cambiamento climatico con l’intelligenza artificiale

Una innovativa serra pilota
Idromeccanica Lucchini ed Evja hanno realizzato una innovativa serra che permette ai potenziali clienti di vedere direttamente le funzionalità del prodotto e l’intelligenza artificiale al lavoro. Questo banco di prova è capace di dimostrare l’efficacia del sistema OPI e di presentare agli agricoltori sia la funzionalità dei sensori per l’acquisizione dei dati, che i modelli predittivi applicabili ai diversi tipi di coltura. Oltre a delle serre dotate di tutti i sistemi calibrati sulle specifiche esigenze del cliente e che rientrano negli investimenti per “industria 4.0”, Idromeccanica Lucchini ed Evja forniscono una stretta consulenza per il trasferimento tecnologico, per la formazione del personale e per l’implementazione del sistema.
La collaborazione tra Idromeccanica Lucchini ed Evja è in continuo sviluppo per mantenere processi di innovazione attivi, con continue e nuove proposte senza mai sedersi sugli allori.

Cosa è Evja
Evja è una realtà all’avanguardia con sede a Napoli e a Wageningen Paesi Bassi. Evja ha realizzato OPI, sistema di Supporto Decisionale di ultima generazione e brevettato dall’ufficio Italiano Brevetti e Marchi, che integra in un’unica piattaforma Cloud le moderne tecnologie dell’Intelligenza Artificiale, delle Big Data Analysis e dell’Internet of Things (IoT). La piattaforma del sistema è ottimizzata per l’elaborazione dei dati acquisiti in serre orticole e la conseguente esecuzione in tempo reale di avanzati modelli agro-climatici e  predittivi di specifiche fitopatologie e fisiopatie,  calibrati per specifiche colture. OPI è utilizzabile sia per colture integrate sia biologiche. Evja, spiccatamente orientata all’innovazione, mantiene processi di ricerca continua in collaborazione con università ed istituti quali: l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università di Pisa, l’Università di Almeria, il CNR e il CREA.

La collaborazione con Idromeccanica Lucchini

L’incontro tra le due aziende è finalizzato a sviluppare serre 4.0 dotate di tecnologie innovative, che uniscano le novità portate da Idromeccanica Lucchini in fatto di meccanica e impianti e quelle hardware e software portate da Evja. L’integrazione delle due expertise avvia un processo di miglioramento nella gestione:
materiali delle serre perché consente un monitoraggio preciso dello stato del materiale plastico 
- uso della fonte di luce naturale 
impianto di irrigazione
 Una serra che contribuisce a realizzare le irrinunciabili trasformazioni dei sistemi di produzione a supporto della necessaria intensificazione produttiva richiesta dalla crescente domanda di prodotti agricoli nel mondo.

Intelligenza artificiale e Sensori

Alla base del sistema integrato di Idromeccanica Lucchini ed Evja c’è un attento monitoraggio delle colture fornito da una fitta rete di sensori. Lo studio ha interessato diversi tipi di coltura e ambienti differenti con peculiarità climatiche diverse tra loro per fornire una ampia ed esaustiva analisi dei dati. Mentre altre realtà si affacciano per la prima volta a questo tipo di analisi, il sistema OPI è già estremamente evoluto e si avvale di una complessa ed efficace intelligenza artificiale. Grazie all’analisi dei dati e allo sviluppo dei modelli predittivi, è possibile stabilire le migliori pratiche per ogni tipo di coltivazione, in ogni ambiente, su qualunque supporto e con qualunque clima. I dati rilevati evidenziano il raggiungimento di importanti obiettivi quali:
1.      aumento della produzione
2.      risparmio di energia,
3.      limitazione del consumo di acqua
4.      ottimizzazione del suolo
5.      minore utilizzo di agrofarmaci.
Questa specificità rende il sistema adatto anche all’agricoltura biologica. La tecnologia proposta non è rigida e schematica, ma è capace di adattarsi alle diverse esigenze e di fornire risposte chiare a seconda delle necessità specifiche del cliente, sia per quel che riguarda la tipologia di serre e di strumenti necessari per la coltura, sia per identificare i modelli eco-prevedibili già implementati e calibrati per i vari mercati. Il sistema permette anche la possibilità di misurare e quantificare i risultati ottenuti.

Un mercato vasto e internazionale
L’esperienza acquisita da Idromeccanica Lucchini e Evja in diversi contesti internazionali permette al sistema di funzionare a qualunque latitudine, in qualunque ambiente e di essere ottimizzato sulle esigenze di qualunque cliente, sia esso il piccolo agricoltore o la grande azienda produttiva. I progetti sviluppati fino a questo momento sono partiti dal bacino del Mediterraneo e si sono allargati anche oltreoceano. In particolare le nazioni interessate dal sistema OPI sono Italia, Spagna, Olanda, Messico, Sudafrica e Bangladesh, mentre un nuovo progetto è in corso d’opera in Qatar.

   Contatti:
Matteo Lucchini:
Idromeccanica Lucchini Spa
Tel. 0376 846604
matteo@lucchiniidromeccanica.it
 
 Davide Parisi:
EVJA Srl
Tel. 081 006 3832
davide.parisi@evja.eu
Architettura e design Economia e finanza Natura e ambiente

Anche il divano è ecosostenibile grazie alla “Pelle di Cactus”

Si parla di moda attraverso il mobile imbottito e oggi giorno si fa molta attenzione a quello che può essere la storia di un azienda, la storia di un amico o di un parente. Quello che invece si è voluto esprimere quest'anno, in occasione del Salone Internazione del Mobile di Milano, è la storia che c'è dietro ogni creazione, con una grande novità. La novità sta proprio nella pelle che riveste il divano, una pelle non come le altre, ma una vera e propria pelle vegana, prodotta dal cactus. Il cactus è un biomateriale, in tema con quello che è il principale topic di quest'anno... "la sostenibilità".

Questa pelle vegana è prodotta dal cactus, un materiale che nonostante la sua origine vegetale non perde resistenza, durevolezza nel tempo ed è molto soffice al tatto. Mantiene freschezza anche alla sensazione sulla pelle nel momento in cui ci si è seduti sopra, non non crea disagio alla persona ed è caratterizzata da un profumo gradevole proprio perché prodotta da una pianta.

La novità vera, è che per la prima volta è stata utilizzata nell'arredo, lavorata e cucita presso gli stabilimenti della Nicola Quinto Italia a Matera per rivestire un Divano. Questa interessante proposta green è stata presentata in occasione del Salone Internazionale del mobile 2022, con la speranza che ancora una volta, le creazioni e l'inventiva Italiana siano tra le prime al mondo. 

A questo proposito, i commenti fatti in occasione delle varie interviste, dal direttore generale dell'azienda Anna Teresa Cerabona, la quale si è espressa innanzitutto ringraziando l'organizzazione del salone del Mobile "Siamo orgogliosi ed emozionati di vedere l'Italia, tra le prime eccellenze al mondo in arte e design, centrare un intero evento su una tematica così importante. Il nostro impegno primario, sarà quello di trasmettere le stesse emozioni alle nuove generazioni, che già oggi, meglio di noi direi, comprendono l'importanza dell'ecosostenibilità. La Nicolaquinto è stata una protagonista in fiera in tal senso con questa novità, ma è doveroso specificare che la Pelle di Cactus è portavoce di un intero progetto, Green Consciousness, che prevede inoltre l’utilizzo di Tessuti Riciclati, di varia origine, plastica, vetro o tessuto stessi, e di materiali di produzione alternativi, come la fibra di mais, canapa e bambù. L’impegno sarà costante e comprenderà l’ottimizzazione e la semplificazione dei processi produttivi quanto più possibile.  Ci piace pensare che per avere un divano in pelle in casa, non dovrà più essere necessario sacrificare animali ma semplicemente piantare una distesa di cactus."

La Nicolaquinto nasce da un’intuizione e dalla creatività di un giovane imprenditore lucano desideroso di creare un prodotto che racchiudesse nella sua interezza il vero Made in Italy. La cura dei dettagli, l’attenzione verso le esigenze del cliente, l’approccio onesto verso questi, hanno consentito, fin da subito, di delineare l’immagine di un brand giovane, elegante, fortemente legato all’esperienza della tradizione; un brand a cui affidarsi e su cui poter riporre totale fiducia.  Da 10 anni nel settore del mobile imbottito, Nicolaquinto è un brand che offre al mercato un prodotto di qualità, realizzato con i migliori materiali e secondo l’arte e le antiche tecniche artigianali, atti a garantirne comodità e resistenza nel tempo.  “Esperti in eleganza e portatori dell’Italianità nel mondo” è la nostra mission. Contribuire all’espansione del Made in Italy quale eccellenza della creatività e della maestria, sempre attenta all’alta qualità in sincronia con l’eleganza e la raffinatezza.  L’azienda basa la propria crescita su un solido lavoro di squadra. Ogni elemento, con la propria esperienza e le proprie conoscenze, contribuisce ogni giorno alla realizzazione di un progetto, di quello che fu inizialmente un sogno e che nel tempo è diventato una stabile realtà. La squadra è riuscita a preservare la propria autenticità rimanendo concentrata sugli obiettivi e non perdendo di vista la forte etica professionale che la contraddistingue. Un concentrato di menti libere aperte al continuo interscambio di esperienze, all’innovazione e alla continua formazione, guidate da un’attenta pianificazione e analisi delle esigenze aziendali. L’insieme di tutto questo ha dato vita ad una proposta poliedrica e versatile, che soddisfa ogni tipo di richiesta e che permette, insieme all’ampia scelta di tessuti, pelli e accessori, di rendere unico ogni realizzazione; la personalizzazione diventa un Must.L’azienda è alla continua ricerca di concrete collaborazioni, di veri partner che condividano i nostri valori e con cui instaurare solide relazioni fiduciarie, condividendo obiettivi duraturi nel tempo.
Natura e ambiente

Siccità: 5 consigli dell’esperto per salvare orto e giardino

Quest'anno la situazione siccità è drammatica e con il caldo di luglio e agosto c'è il rischio concreto di veder seccare orto e giardino.

In molte zone d'Italia i comuni stanno emettendo ordinanze per risparmiare l'acqua della rete idrica, anche a costo di limitare la possibilità di utilizzo di acqua per il giardinaggio. Molte amministrazioni vietano totalmente di bagnare l'orto nelle ore diurne, con multe salate ai trasgressori.

Per fare l'orto in estate è necessario irrigare e non tutti hanno la fortuna di avere un pozzo o cisterne di raccolta sufficientemente capienti. Si tratta di un problema che riguarda migliaia di persone, l'orto è un passatempo diffuso, e non dimentichiamo che è anche fonte di sussistenza per molte famiglie.

Orto Da Coltivare è la maggior community italiana sul tema della coltivazione biologica, su Facebook il gruppo coinvolge 250.000 appassionati di orto e sono arrivate centinaia di post e commenti con preoccupazioni legate alla mancanza di acqua. Molti coltivatori hanno esaurito le riserve delle cisterne che usano ogni anno, altri vivono in comuni che hanno emesso ordinanze con divieto di bagnare.

Matteo Cereda, fondatore di  Orto Da Coltivare, ha scritto 5 semplici consigli per salvare l'orto dalla siccità.

1 - Raccogliere acqua piovana. Anche se i temporali estivi non risolveranno i problemi attuali possono rovesciare grandi quantità d'acqua in poco tempo, è importante farsi trovare preparati e sfruttare ogni tettoia con grondaie per riempire cisterne e bidoni.

2 - L'acqua si può riciclare. Quella che usiamo per lavare la verdura, facendo un primo sciacquo dei piatti senza detersivi, l'acqua di cottura di pasta e verdura (non salandola), l'acqua che viene fatta scorrere per la doccia, aspettando che si scaldi. Basta qualche bacinella o catino per ottenere acqua che altrimenti andrebbe nello scarico.

3 - Bisogna irrigare nelle ore giuste. Per evitare inutili evaporazioni si deve bagnare la sera oppure la mattina presto. Sempre per diminuire l'evaporazione è meglio direzionare l'acqua al terreno e non bagnare le foglie delle piante. Da questo punto di vista è ideale il sistema di irrigazione a goccia, fare un impianto per l'orto non è difficile.

4 - Ombreggiare. Usare teli ombreggianti o coltivare al parziale riparo di alberi può essere positivo in piena estate. Le piante dell'orto hanno bisogno di sole, ma a volte nelle ore centrali della giornata è bene limitarlo.

5 - La pacciamatura (coprire il suolo intorno alle piante con paglia, fieno, erba, foglie o appositi teli) permette un enorme risparmio di acqua. Nel taglio prato il sistema mulching è da preferire al taglio erba con raccolta.
Natura e ambiente Scienza e tecnologia

La sostenibilità dei fanghi biologici in agricoltura nell’era dell’economia circolare e della resilienza

Le ultime crisi globali, da quella finanziaria del 2008 a quella pandemica del 2020-2021, ma soprattutto l’attuale conflitto russo-ucraino, ripropongono infatti con forza all’attenzione dell’opinione pubblica e dei decisori di tutto il mondo il tema dell’autosufficienza alimentare, intesa come autonomia e controllo nazionale delle risorse. Il tema ha profonde implicazioni economiche, politiche e sociali, ma anche di sostenibilità e responsabilità ambientali.

In questo scenario così complesso ed in rapida evoluzione, il costante progresso scientifico ha per di più portato ad una maggiore attenzione per i potenziali effetti tossicologici derivanti dall’impiego in agricoltura di matrici fertilizzanti al fine di garantire il corretto recupero di nutrienti e sostanza organica in una logica di promozione dell’economia circolare in agricoltura. Nonostante tali matrici fertilizzanti impiegate vengano già oggi sottoposte, costantemente, ad analisi di laboratorio, al fine di valutare il rispetto dei limiti di concentrazione delle sostanze inquinanti, così come previsto dalla normativa vigente, la ricerca condotta nell’ambito del progetto BIOMASS-Hub, si presenta come la prima ricerca scientifica che valuta l’effetto eco-tossicologico di un ampio ventaglio di matrici, comunemente utilizzate sui suoli, come fertilizzati organici, urea, compost da umido, digestati zootecnici e da fanghi, reflui suini, gesso di defecazione, Fango R10.

Lo studio si inserisce appunto nel più ampio progetto BiomassHub - BIOMetano per unA Società Sostenibile: sviluppo di un Laboratorio Italiano di Circular Economy dal biometano, uno dei 33 progetti ad altissimo tasso d’innovazione vincitori del bando di Regione Lombardia “Call Hub Ricerca e Innovazione” che prevede la creazione di una bioraffineria per la produzione integrata di biocombustibili, biometano, energia, fertilizzanti e biomateriali.  Un concreto esempio di HUB Tecnologico Integrato, in cui soggetti pubblico-privati con know-how, expertise e tecnologie complementari tra loro e che possono assicurare forti ricadute sul piano economico/sociale/ambientale, collaborano per la creazione e lo sviluppo di impianti tecnologici e biotecnologici altamente evoluti e competitivi, valorizzando il biometano e gli scarti della sua produzione in un’ottica di economia circolare.

L’incontro, moderato da Jacopo Giliberto – il Sole 24 ORE, ha previsto una sessione introduttiva dedicata alle politiche regionali per la sostenibilità ambientale con l’Assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia – Raffaele Cattaneo, nonché la presentazione dei risultati della nuova campagna di controllo straordinaria sull’attività di recupero dei fanghi in agricoltura con Anna Betto – Dirigente del Settore Tutela Ambientale, Promozione del Territorio e Sostenibilità della Provincia di Pavia.

A seguire la divulgazione degli esiti dell’importante Studio sull’eco-tossicità di suoli fertilizzati e relative matrici a confronto con il Prof. Marco Guida Professore Ordinario presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II che nel merito ha dichiarato : “Alla luce dei dati biologici ed eco-tossicologici ottenuti con le sperimentazioni effettuate presso il nostro dipartimento, si può affermare che l’utilizzo delle matrici fertilizzanti di origine biologica possono considerarsi, alle concentrazioni d’uso applicate, al di sotto di un rischio ambientale apprezzabile.”

Chiude la prima parte del Convegno dedicato ai temi della sostenibilità dei fanghi biologici recuperati in agricoltura il Prof. Fabrizio Adani Professore Ordinario presso l’Università degli Studi di Milano che ha intrattenuto i convenuti sul tema Fanghi ed Economia Circolare. “ Il recupero dei nutrienti e della sostanza organica dalle biomasse è prioritario per la sostenibilità delle produzioni agricole e la sostituzione dei concimi chimici di sintesi, se avviene in un contesto di Economia Circolare, ovvero, di proposta di modelli che vadano oltre il semplice riciclo di materia”, dichiara Adani.  

La seconda sessione del Convegno è stata dedicata invece al confronto fra gli stakeholder e si è aperta con l’intervista del Professor Stefano Masini Capo Area Ambiente di Coldiretti e del Vice Presidente Nazionale di Confagricoltura Matteo Lasagna sui temi attualissimi dell’autonomia alimentare e dell’agricoltura circolare, per proseguire con il dialogo – opinioni a confronto - sulle tematiche più specifiche dell’ innovazione e della sostenibilità con la Coordinatrice  del Settore Acque di Utilitalia –  Tania Tellini, il Responsabile del Reparto Suolo e Rifiuti ISS Roma – Eleonora Beccaloni, il Dirigente ARPA Lombardia – Sergio Padovani, il Responsabile Scientifico di Legambiente Lombardia – Damiano Di Simine e Giuseppe Croce – Agronomo, cda Ordine degli Agronomi e Forestali della Lombardia.  

I promotori del Convegno Gianmaria Visconti, CEO del Gruppo Visconti e Francesco Natta, CEO Gruppo Neorisorse hanno dichiarato altresì: “L’importante contributo scientifico che è stato presentato oggi, frutto dello sforzo congiunto fra pubblico e privato, voluto fortemente in questi anni da Regione Lombardia, ha fatto più chiarezza sul tema della sostenibilità del recupero della sostanza organica nei suoli, di cui i fanghi biologici di depurazione sono ricchi. I cambiamenti climatici in atto e l’obbiettivo di una sempre più urgente autosufficienza alimentare e di materie prime, impongono una forte presa di coscienza dell’importanza di tale attività, che deve essere condotta con la massima cura ed attenzione, a vantaggio dell’intera collettività”.